Troublers 09
Realists of a larger reality
Bentornat* su "Troublers"!
Troublers è la newsletter di Krisis Publishing sulle politiche della rappresentazione, un miscuglio di teoria, fiction, AI e internet culture che vi invita a vedere il mondo come realmente non è.Con una cadenza che sfida ogni logica, riesumiamo link sepolti nell'oblio e novità che già popolano i nostri sogni più turbolenti. Perché la realtà è un concetto troppo stretto per contenere tutto il nostro caos.
Ultima Troublers dell’anno, utile a ravvivare le conversazioni più weird dell’anno, quelle tra il il 24 e il 28 dicembre.
True Fiction
FILM WEIRD DEL MESE: Jumping (1984). Micro-film di animazione (6 minuti) di Osamu Tezuka, è il POV di una creatura, chiaramente non umana, che esplora il nostro mondo salto dopo salto. Il gesto diventa motore narrativo, delirio psicogeografico in cui l’animazione tradizionale imita i videogame di 40 anni dopo.
Public Dream è un’incredibile piattaforma/archivio che raccoglie miti: cosmogonie, antropogonie, escatologie e underworlds provenienti da culture diverse.
(—via Silvio Lorusso)
Bydlo (2012) è il mito escatologico di Patrick Bouchard, un corto in stop motion denso e tragico.
A PROPOSITO DI MITI: ancora per qualche giorno è possibile vedere nei cinema (in 4K e con un volume devastante) Angel’s Egg, capolavoro del 1985 di Mamoru Oshii, autore di Ghost in the Shell. Il film dura ‘70 minuti ed è una narrazione strana, onirica, con pochissimi dialoghi e piena di riferimenti biblici. E se sei pigro e al cinema non ci vai…
Rimaniamo in tema manga: su Internet Archive trovi l’intera collezione di Kappa Magazine, rivista culto di fumetti edita dal ‘92 al ‘2006 da Star Comics. KAPPA proponeva anteprime di titoli ancora inediti o in fase di traduzione. Ha lanciato in anteprima alcuni titoli culto, da Berserk a Jojo, da Gon a Ghost in the Shell, e ha ospitato alcune chicche più indipendenti del panorama giapponese di quegli anni.
“Viviamo oggi all’interno di un gigantesco romanzo… Siamo personaggi dentro una gigantesca fiction.” Qui, solo per te per questo Santo Natale, l’intervista che Sandro Moiso ha registrato nel 1992 a JG Ballard, e che poi è diventata – insieme al testo di Simon Reynolds – la base di All that mattered was sensation (KP, 2018).
Linguaggi, diagrammi, glossari, Peep show.
Apriamo questa sezione parlando di un epilogo. Il libro Informatics of Domination , si chiude con due diagrammi. L’ultimo capitolo del testo – a cura di Zach Blas, Melody Jue, Jennifer Rhee, e con un testo di Donna Haraway–si interroga sulle fondamenta stesse dell’Informatica del Dominazione: cosa intendiamo davvero per “informazione”? E in che modo questa definizione interferisce con i dispositivi di dominazione?
Il primo grafico introduce una biforcazione interpretativa: a partire dalla stessa base matematica, l’informazione può essere intesa come strumento di prevedibilità e controllo (negentropy) oppure come apertura alla novità (Information Entropy). La classica distinzione tra informazione e rumore si sfoca.
Il secondo diagramma mostra che l’informazione non precede il soggetto: ciò che leggiamo come informazione dipende dalla sensibilità del corpo, dall’eccesso sensoriale dell’ambiente e dai regimi normativi che governano la percezione.
Insieme, i due diagrammi spostano l’informazione da dato oggettivo a processo situato, politico e profondamente incorporato.
A proposito di Informazione: a questo link è possibile scaricare, in pdf, il catalogo ufficiale della mostra INFORMATION, tenutasi al MOMA di New York nel 1970.
Noemi Biasetton ne parla così in Superstorm (ebbene sì: uscirà una traduzione in italiano del titolo nella prima metà del prossimo anno, via KP): “la rivoluzionaria mostra collettiva Information, curata da Kynaston McShine nel 1970 al MoMA, divenne fondamentale proprio per la sua attenzione verso nuove modalità di comunicazione e per l’enfasi posta su dati e informazione (…) La mostra riuniva le opere di quasi cento artisti americani ed europei, la cui oggettualità, nella maggior parte dei casi, veniva ridotta all’osso, portando McShine ad avviare una riflessione profonda sulla materialità dell’arte, qui ricondotta a puro concetto e scambio di informazioni. In mostra vi erano il telegramma di Christine Kozlov indirizzato al curatore, immagini trasmesse via telex dal collettivo canadese N.E. Thing Co. e molti altri artefatti che dimostravano come la velocità, l’archiviazione e la circolazione dell’informazione costituissero elementi cruciali di un’ulteriore trasformazione del panorama dell’arte contemporanea.»
Dragonfly-Eye è una biblioteca e una banca di immagini online che, a partire da frammenti di testi e citazioni, costruisce configurazioni e costellazioni di pensiero e di immagini. Testi di autori come Sherrie Levine, Martha Rosler, Walter Benjamin, Enzo Mari, si intrecciano con immagini di Warburg, Daumier, Klee, e con reperti storici come antichi vasi micenei, vignette anni ‘20, cataloghi di prodotti per la pesca.
Ogni pagina si trasforma in una bacheca, in cui un coro di voci offre una prospettiva policentrica, non lineare intorno a una breve citazione proveniente da un libro.
Un’indagine insieme semantica e visiva per osservare la deriva del testo nel tempo e nello spazio.
Linguaggio, dicevamo. Reverse Contradictionary. Dictionary of the New Worlds, di Vuk Cosic, Vladan Joler e IOCOSE (appena uscito, qui il link) è un dizionario di nuove parole eretiche, esercizio di resistenza linguistica e via di fuga dalla normatività del linguaggio all’epoca della Statistica Semantizzata dei Large Language Models.
Il “Dizionario dei nuovi mondi” ideato dal gruppo di media artist, attivisti e ricercatori raccoglie una selezione di neologismi che tenta di sovvertire la logica predatoria del linguaggio statistico algoritmico con le lame del dadaismo.
Perché per salvarci, oggi, servono giochi e parole nuove.
Dall’introduzione dei mitici YES MEN per la prima edizione:
Le parole sono il luogo in cui la verità va a morire, ma anche il luogo in cui la verità può essere pungolata e riportata pericolosamente in vita. Ci congratuliamo con il Sud-Est dell’Europa per aver prodotto queste pagine.
Possano entrare in ogni luogo di mezzo, in ogni interstizio di tutte le linee infelici che permeano la nostra cultura — per esempio nei tantissimi libri, in commercio, che tingono la verità destinata ai giovani con un grigio argenteo e velenoso, il colore dell’arsenico come anche dei nostri capelli.
Parlando di capelli: noi Yes Men abbiamo cercato per decenni di rianimare verità morenti trasformandole in forme di potere. Possiamo quindi certificare che questi europei sud-orientali (uno sloveno, un serbo e diversi italiani) hanno trovato un metodo che funziona. Queste pagine miracolose contengono non solo parole, ma anche altri usi della linea del pennino, uno per ogni pagina, e non sono altro che siringhe di vita, gioia e potere che, benché meno cruente, reggono il confronto con il metodo del rompighiaccio-e-foglia-d’ulivo praticato da noi antichi.
Con abbastanza di tutto ciò, vinceremo: è tutto ciò che possiamo chiedere. Dunque lo chiediamo. Avanti! Avanti! Avanti!
Dr. Andy Bichlbaum, Yes Men
Ed ecco un esergo ufficiale di Žižek:
Terrifying!
OK ma perchè un video di un gruppo black metal qui?? Perchè c’è un piccolo Easter Egg intorno al minuto 3 e qualcosa.
La diagrammatica studia “le proprietà conoscitive dei segni relazionali esternalizzati”, e per questo è strettamente legata agli studi sulle interfacce: una GUI, ad esempio, funziona distribuendo elementi semiotici nello spazio, creando un ambiente operativo che permette inferenze e azioni. Il quarto volume di “Interface Critic”, DIAGRAMMATIC OPERATIONS (disponibile in pdf a questo link), indaga i legami tra forme semiotiche della visualizzazione, principi operativi che le sostengono, radici storiche dell’interazione diagrammatica e pratiche progettuali che modellano il nostro incontro con la tecnologia.
Pausa
Maze games & Sistemi Operativi
Zaum Gadget (1988) è il capolavoro interattivo del game designer, artista e patafisico americano Amendant Hardiker. Definito come un “interactive cyber event”, è un esperimento digitale d’avanguardia uscito per Hypercard su sistemi Apple, ed è interamente giocabile via Internet Archive, grazie all’emulatore online. Immergiti in suoni distorti, testi criptici, immagini glitchate, visual interattivi: un labirinto psichedelico ispirato a Babele e al transmentalismo. Ricordati di attivare il volume nelle impostazioni (e poi riavviare la VM)!
Rimaniamo nel labirinto: Dingir OS è un indie game horror uscito per Steam a fine novembre: un falso sistema operativo che alimenta la promessa complottista di rivelazioni proibite, salvo dissolverla in puro weird digitale. Breve, incompiuto, ma capace di evocare un mondo più grande di ciò che mostra, come fanno tutti i veri Complotti.
Nobody Knows for Certain è un videogioco narrativo / progetto di ricerca artistica di Afrah Shafiq, che trasforma le vecchie fiabe sovietiche pubblicate in India tra gli anni ’60 e ’80 in un archivio interattivo, mescolando racconto, documentario e fantasia in un mondo digitale che invita a esplorare identità collettive, utopie e memoria culturale. Puoi scaricare gratuitamente Nobody Knows for Certain per Mac o Pc.
Il gioco riunisce illustrazioni originali, libri d’epoca, miti slavi e narrazioni sovietiche — rieditate e trasformate — per ricostruire un universo sospeso tra passato e presente, dove raccontare storie diventa atto politico e spazio di sovversione.
Endless Remixes fuel AI Sloppy Times
Hannah Höch conservava album di ritagli presi da riviste e giornali. Questi esempi risalenti al 1933 mescolano discipline diverse e danno pari dignità a politici e botanica, glamour hollywoodiano ed etnografia, miracoli dell’ingegneria e ballerine. Anche in queste pagine apparentemente assemblate a caso, lo sguardo straordinario della Höch genera composizioni memorabili.
Remix e detriti. Sul nuovo e-flux Architecture, Kate Crawford ci racconta della logica metabolica dell’AI, che IA consuma risorse reali, rigetta “detriti digitali” e poi li reimmette nel circuito come nuovo cibo per altri modelli, in una spirale che continua a stringersi.
E per chiudere, la recente talk di Elisa Giardina Papa alla Cabot University a Roma, introdotta da Valentina Tanni.
Suoni & podcast
Molto contenti di rilasciare il nostro quarto disco quest’anno, il debutto di Morgana, Lickin’ memory fields. Lo trovate qui. Con Lickin’ memory fields l’artista italiano interpola due mondi apparentemente lontani: la stutter music più astratta e matematica, e il folk. Qualcosa che, in fondo, provavano a fare anche Pressure of Speech, di cui vi avevamo parlato l’ultima volta.
Chiudiamo poi con questo capolavoro di Heinali & Andriana-Yaroslava Saienko (-via Katatonic Silentio). Dedicato a Ildegarda von Bingen, e uscito sulla label di Unsound Festival, Гільдеґарда ci accompagna alle origini della fine del mondo.
Qui invece l’ultimo episodio di Call Them by Their Name, con ospite Erica Petrillo,
curatrice italiana che unisce l’impegno politico e la ricerca teorica a un approccio estetico unico. Partner di 2050+, ha da poco co-curato “DE BELLO. Notes on War and Peace”, (Gres Art, Bergamo) e “Synthetic Cultures – Ch2” (FunkHaus, Wien).
Antichrist Xmas: i tuoi regali di Natale.
Ed ecco alcuni bei regali per il compleanno dell’Anticristo.
Fascist Yoga, nuovo libro di Stewart Home, è un saggio provocatorio che ripercorre le origini del yoga moderno in Occidente, sostenendo che ciò che chiamiamo yoga posturale nasce più da ginnastica europea e mitologie inventate che da autentiche tradizioni indiane, e che figure legate a occultismo, suprematismo bianco e estrema destra hanno contribuito a plasmare e diffondere questa versione smart della pratica. Perfetto per litigare con la Zia.
CAPSLOCK publishing pubblica il libro di Fictional Brand Archive, di Lorenzo Bernin, di cui vi avevamo già parlato. Il volume raccoglie e racconta alcuni tra i più famosi brand nel cinema, fumetti, ecc. Perfetto per il cugino terrapiattista.
E per te? Un oggetto artistico, sabotaggio low-tech, gesto apertamente disruptive: questo anello-dito aggiuntivo introduce un bug nel corpo umano. Sei dita bastano a rendere qualsiasi immagine sospetta, a far collassare ogni pretesa forense di verità. Non sei tu: è un errore di sistema, un’allucinazione dell’AI, una prova che l’identità è già diventata post-umana e inaffidabile.
Ma chiudiamo con un bel film da guardare davanti al caminetto.
Link dal grande Swamp
Oggi, dallo Swamp, grandi atleti e grandi ricette.
Come sarà il tuo 2026?
Ma una cosa è certa: inizierai con dei buoni propositi. Eccone uno apposta per te.
FINE.


























