Troublers 08
Realists of a larger reality
Bentornat* su "Troublers"!
Troublers è la newsletter di Krisis Publishing sulle politiche della rappresentazione, un miscuglio di teoria, fiction, AI e internet culture che vi invita a vedere il mondo come realmente non è.Con una cadenza che sfida ogni logica, riesumiamo link sepolti nell'oblio e novità che già popolano i nostri sogni più turbolenti. Perché la realtà è un concetto troppo stretto per contenere tutto il nostro caos.
Iniziamo Novembre, il mese dei morti, dei santi e dei ladri, con un nuovo numero di Troublers.
True Fiction
Il film weird vintage di questo numero è il mitico Kin-dza-dza! (1986) di Georgij Danelija, una parabola grottesca travestita da fantascienza. Due sovietici capitano per caso sul pianeta Pluke, dove il progresso tecnico convive con un abisso morale. Fiammiferi che valgono più dell’oro, classi sociali che si distinguono con un suono; tutto ruota attorno a due parole: ku e kyu. Questo piccolo capolavoro smonta l’idea di civiltà e riduce l’umanità a un teatro di potere, servilismo e linguaggio svuotato.
Ok, forse molti lo conoscono. Ma Common Side Effects, dai creatori del capolavoro Scavengers Reign, è una bomba. Possiamo collocarlo da qualche parte tra Thomas Pynchon, Philip Dick e Terrence McKenna, tra paranoia cospirazionale e trip psicofarmaceutico, con un immaginario che fonde biotecnologia e allucinazione. Puoi guardarla qui su Prime, ma prima punta la tua DNS in Brasile ;).
Nuvole, alberi, finestre si riempiono di volti. Facce che sembrano passare inosservate a tutti, fino al momento in cui uno di questi strani visi non inizia a guardare una e una sola persona. Te. Occhi, recente manga scritto dallo sconosciuto (ma siamo sicuri che esista davvero?? Non si trovano tracce online…) Soshichi Tonari e illustrato dall’icona Troubler Junji Ito, è un piccolo capolavoro.
E ultimo: quest’estate è uscita finalmente la trilogia completa del VORRH, di Brian Catling. Acclamato da maestri del genere come China Miéville e con una prefazione di Alan Moore, è secondo alcuni l’ultimo punto di intersezione tra la tradizione Weird e quella Visionaria/Religiosa. La foresta senziente del Vorrh, ai margini della città coloniale di Essenwald, piega il tempo, cancella la memoria e accoglie angeli falliti, robot-ciclopi e indigeni relegati. Catling mescola immaginari disparati: Africa coloniale anni ’20/’30, mito biblico, folklore e sperimentazione narrativa, dove civiltà, violenza e natura primordiale collidono, lasciandoci con domande scomode sulla memoria, sul potere e su ciò che davvero signica la parola “Altro”.
Rovine, bunker, archivi, e come al solito… detective.
Afterlives intreccia le reliquie della Medusa di Hatra, la propaganda dell’ISIS e archivi digitali speculativi in una meditazione sull’immagine come forza che plasma la memoria collettiva. Con linguaggio da desktop documentary e sguardo forense, il film attraversa un paesaggio visivo infestato, dove si confrontano violenza, dolore ed etica dello sguardo.
Paul Virilio inizia nel 1958 a studiare le fortificazioni della Seconda guerra mondiale e i bunker del Vallo atlantico in particolare, fotografandoli e raccogliendo documentazione al riguardo. Il risultato è Bunker Archeology, libro del 1975 che trovate qui in pdf.
The Truth About Killer Robots è un documentario del 2018 che indaga i casi in cui l’automazione ha tolto la vita a esseri umani: dalle fabbriche Volkswagen in Germania alle catene di montaggio cinesi, fino ai droni della polizia americana. Il film smaschera la fascinazione morbosa della nostra cultura per le macchine e mostra come il capitalismo continui a espandersi divorando lavoro, corpi e responsabilità. Full streaming qui!
The Critical Interface Toolbox è una piattaforma online che raccoglie metodologie, pratiche e strumenti sperimentali per sviluppare un pensiero critico sull’attuale configurazione dell’interfaccia. Il progetto nasce da HANGAR, centro di ricerca all’interno del consorzio europeo IMAGIT, e si collega al percorso teorico e operativo dell’Interface Manifesto.
Daniel Temkin lavora da diversi anni su quelli che chiama “esoteric codes”, di cui potete trovare diversi esempi sul suo sito. Ora ha raccolto alcuni casi studio e testi nella pubblicazione per MIT Press Forty-Four Esolangs. The Art of Esoteric Code. Un vero must read, se riesci a decodificarlo. Cogliamo l’occasione anche per segnalare che è finalmente uscita la versione italiana, per LUISS University Press, di Poetics of Encriptions di Nadim Samman, di cui abbiamo parlato ampiamente su queste pagine.
Trovate il libro qui.
Questo è il mese in cui i ladri di gioielli del Louvre (uno dei quali è stato arrestato mentre andava a vedere la partita del PSG) hanno riportato in auge la figura del rapinatore gentiluomo. Partecipiamo a questa estetizzazione apologetica segnalando le illustrazioni del sempre ottimo Max Guther per GQ, che realizza una serie di immagini su una banda di ladri di ATM che sta seminando il panico in Belgio e in Olanda.
APOLOGIA DEL FURTO 02. Katie-Rose Spence ricostruisce, come omaggio al furto del Louvre, una piccola storia dell’Arte del Furto. Molto orgogliosi che a farne parte c’è il duo Eva & Franco Mattes, autori tra il ‘95 e il ‘97 di una serie di azioni che portarono alla redazione di Stolen Pieces, di cui trovate una selezione qui sotto via Instagram. Qui una lista delle opere/bottino:
1. Stolen Pieces (from Alberto Burri)
2. Stolen Pieces (from Joseph Beuys)
3. Stolen Pieces (from Marcel Duchamp)
4. Stolen Pieces (from Marcel Duchamp)
5. Stolen Pieces (from Philippe Parreno)
6. Franco Mattes stealing a piece from a work by Jeff Koons
7. Stolen Pieces (from Jeff Koons) at Carroll Fletcher gallery, London
War games
Ecco il video di presentazione di EagleEye, nuova tecnologia di realtà aumentata di Anduril Industries, i veri cattivi del futuro. Mica come Beretta, che nonostante la straordinaria estetica di Yuri Ancarani (video del 2019) rimane saldamente collegata a una visione umanista: human technology.
Rimaniamo in tema videogame per segnalare questo bel gioco, Eternal Afternoon.
Disponibile su Steam, è un walking sim poetico che vi invita a perdervi nei minuti prima della fine del mondo. Nei panni di Sasha, un bambino di dieci anni, esplori il quartiere negli ultimi minuti prima che un’onda nera inghiotta tutto. Estetica rétro e atmosfera precisa: un tranquillo isolato suburbano nell’estate del 2001, ricreato con cura. Una meditazione glaciale su tempo, morte e inevitabilità — venti minuti per osservare il mondo che si spegne in silenzio.
Per gli archivisti e gli esploratori all’ascolto, Archive.org ha recentemente messo online il catalogo completo dei numeri di Weird Tales pubblicati negli anni ‘20 e ‘30
(del ‘900).
Dall’archivio del MOCA di Los Angeles, la versione completa del film Media Burn, di Ant Farm. Media Burn unisce performance, spettacolo e critica dei media: Ant Farm mette in collisione due simboli centrali della cultura americana — l’automobile e la televisione. Il 4 luglio 1975, al Cow Palace di San Francisco, il collettivo inscena quello che verrà definito “l’evento mediatico definitivo”: una Cadillac Eldorado del ’59, ribattezzata Phantom Dream Car, lanciata contro un muro di televisori in fiamme.
Il film alterna le riprese interne all’auto — girate da una telecamera sulla pinna posteriore — ai servizi dei telegiornali locali. In scena, Doug Hall impersona John F. Kennedy come “Artista-Presidente”, pronunciando un discorso sulla dipendenza nazionale dai media: “Chi può negare che siamo una nazione dipendente dalla televisione e dal flusso costante di informazioni? Non avete mai desiderato prendere a calci il vostro televisore?”
Future Non Stop (A Living Archive for Digital Culture in Theory and Practice) è un archivio semantico di contenuti che raccoglie 15 anni di pratiche nell’arte e nei media, curato da Institute for New Culture Technologies/ t0.
Basato su un ampio archivio che risale fino al 1994, riunisce materiali di riferimento su nuovi media, politica e arte, rendendoli accessibili al pubblico.
Un’interfaccia di navigazione sperimentale sostituisce la struttura gerarchica tradizionale, collegando i documenti tramite tag tematici.
ASCR (Advanced Semantic Content Repository) è l’architettura open source e il back end editoriale di Future Non Stop.
Post-Digital Publishing Archive è stato recentemente aggiornato con nuove chicche, selezionate dal buon Silvio Lorusso, che oltre ad aver appena pubblicato Il Designer senza qualità (yes, momento promo), ha fatto qui una bella chiacchierata con Federico Nejrotti / Stellakamikaze su uno dei nostri feticci: gli archivi.
L’Ibis eremita (Geronticus eremita) è un uccello migratore un tempo diffuso in Europa, Medio Oriente e Nord Africa, oggi specie “in pericolo” secondo la Lista Rossa IUCN.
Estinto in Europa dal XVII secolo, è stato reintrodotto dal 2013 grazie al progetto di Johannes Fritz. Oltre 200 esemplari, dotati di GPS, sono oggi monitorati in tempo reale. Si stima che entro il 2028 la popolazione raggiungerà i 357 individui necessari per l’autosostenibilità.
La mappa Infrastructure of a Migratory Bird, realizzata dal buon Vladan Joler (già autore di Black Box Cartography con Krisis), Gordan Savičić e Felix Stalder (ZHdK, Latent Spaces), documenta l’infrastruttura del progetto nei primi anni 2020.
Suoni & podcast
Il primo dicembre pubblicheremo (in preorder da oggi, link qui!), insieme al solito ad Ambient Rave Experience, la riedizione in vinile rimasterizzata di un capolavoro del 1996 dei Pressure of Speech, Our common past, our common future. L’album di otto tracce sfugge a ogni genere, muovendosi tra ambient, techno ed elettronica sperimentale.
Le parole del gruppo ne riassumono lo spirito: “Alcune recensioni cercano sempre di farci sembrare una band dancefloor… Noi abbiamo sempre considerato i Pressure of Speech come musica folk: canzoni di protesta e storie sulla terra. Siamo più attuali ora di allora, visto com’è oggi il mondo... A metà anni ’90 tutti erano su di giri tranne me e Mickey! Noi siamo sempre stati più per l’espansione mentale che per l’E, o quella roba sintetica da fast food che uccide persone e idee. C’è una citazione perfetta che dice che siamo ‘più Karl Marx che Carl Cox’ — molto divertente, e molto vera.” Insomma, + T - E.
A proposito di +T, qui sotto puoi ascoltare I, traccia unreleased di ⊙ (Circled Dot), progetto/band di Katatonic Silentio e Lorem che debutterà il 20 dicembre, con Kode 9, a Open Sound Festival.
Jon Starck aka jondownload è un percussionista di New York che usa trigger e device autocostruiti per fare release basate su augmented drums.
E ultima segnalazione: Chick White è un grande ed è 100% Troubler.
Ora un vecchio episodio, il primo, dello psichedelico podcast di Ryan Broderick Panic World. Qui, insieme a Katie Notopoulos, l’autore di Garbage Day ripercorre le origini della ricetta nata su 4chan nel 2017: da scherzo assurdo a caso mediatico che ha costretto CNN e FDA a intervenire con avvisi ufficiali. Ma i giovani americani stavano davvero cucinando e mangiando pollo marinato nello sciroppo per la tosse? E cosa rivela questa deriva sul nostro rapporto con Internet e i social di oggi?
Link dal grande Swamp
Questo buffo signore si è fatto impiantare un gancio nel cranio per appendere la testa a un gancio e dormire comodamente in posizione prona senza soffocarsi con il cuscino…
E qui invece, la devastante eruzione del vulcano Taal, nelle Filippine, ripresa in POV e in diretta da un pescatore in fuga. Gigantesco disastro, ma pioggia di like.
Ecco invece dei begli orecchini a forma di joint, e mentre a questo link un vero addon per Blender, sviluppato da Graffinity, che vi permette di controllare alla perfezione il rendering delle vostre canne.
Chiudiamo con un bel ASMR post-AI slop: @diypimplepoppingtoy costruisce puppet a cui schiacciare brufoli, togliere punti neri e altre schifezze per feticisti della skin care.
E infine, ricordati: YOU ARE IN THE SPECTRUM. O forse YOU ARE THE SPECTRUM.
FINE.


























