Troublers 06
Realists of a larger reality
Bentornat* su "Troublers"!
Troublers è la newsletter di Krisis Publishing sulle politiche della rappresentazione, un miscuglio di teoria, fiction, AI e internet culture che vi invita a vedere il mondo come realmente non è.Con una cadenza che sfida ogni logica, riesumiamo link sepolti nell'oblio e novità che già popolano i nostri sogni più turbolenti. Perché la realtà è un concetto troppo stretto per contenere tutto il nostro caos.
Non ci sentiamo da un po’ perchè:
1) la policy di questa newsletter è basata sul deludere qualunque aspettativa
2) stiamo lavorando al nuovo AI&Conflicts (vol. 2), che uscirà a breve, e siamo ingarbugliati nella black box. Aiutateci.
True Fiction
Apriamo con il nuovo film weird pirata: Hard to be a god, in russo «Трудно быть богом». Un film del 2013 del regista russo Aleksej German senior, completato dal figlio Aleksej German junior e dalla vedova Svetlana Karmalita, è un adattamento dell'omonimo racconto dei fratelli Strugatsky (per intenderci gli autori del libro da cui è tratto Stalker).
Un gruppo di scienziati della Terra, tra cui il protagonista Don Rumata, sono inviati dal Partito (sì, il partito Comunista, l’URSS ha vinto la guerra fredda ecc.) nel pianeta di Arkanar, dove si vive in un’epoca simile a una versione brutale del Medioevo terrestre. Gli esploratori possono solo osservare il corso della storia, senza interferire né esercitare violenza. Per Rumata, queste restrizioni diventano insopportabili: quando il regno comincia a sprofondare nel totalitarismo religioso, interviene nel processo. L’audio è notevole, tra peti, suoni di fanghiglia e voci gutturali.
Immancabile omaggio al nostro padre putativo, recentemente traslocato nella Loggia Bianca. Sapevate che, insieme all’amico Mark Frost ha realizzato una sitcom, e che somiglia a una sorta di versione dark/lisergica di Boris? La trovate su archive.org, a questo link. Peccato l’abbiano tagliata dopo 7 puntate.
Rimaniamo nel mood con alcune animazioni del grande Harry Smith, realizzate tra il ‘46 e il ‘57, con musica di Thelonious Monk (tr_id: Misterioso).
Qui invece il corto “The windshield Wiper” di Alberto Mielgo, disponibile in full streaming su youtube (ed è pure in 4k).
Tra fiction e theory, qui trovate una raccolta completa di “Un’ambigua utopia”, rivista trimestrale di critica SF Marx/z/iana diventata oggetto di culto. Da segnalare anche questo bel volume sul tema curato da quella vecchia volpe di German Duarte per Derive Approvi, I reietti dell’altro pianeta (2024).
Lady D, UFO e 11 settembre, o i sogni bagnati di Belbo e Casaubon
Dalla fiction alla pura Re-al-tà: nel 1803, sulle coste giapponesi, approdò un misterioso "utsuro-bune" (nave vuota) contenente una giovane donna dai capelli rossi e abiti sconosciuti, morta stringendo una scatola di legno. La sua origine rimane un enigma. Gli abitanti, temendo complicazioni, decisero di rispedirla in mare.
Insomma, ecco gli UFO ai tempi del tardo periodo Edo.
106 anni dopo (sarà un caso? Molto probabile), nel 1999, Thomas Demand ricrea in scala reale il tunnel parigino dell'incidente di Lady Diana, realizzando “Tunnel”, un filmato in 16mm che ci guida attraverso questo spazio vuoto e inquietante. Un viaggio visivo che:
1) ci ricorda che non c’è niente di naturale nella natura,
2) ricollega finalmente Lady D con i liminal space e TikTok.
Nessun supereroe è stato in grado di prevenire l’attacco alle torri gemelle?
“Human Torch —Towering Inferno” (2019), libro/fumetto d’archivio di Sebastian Utzni, raccoglie alcuni fumetti pubblicati tra il ‘73 e il ‘2001 che mostrano scioccanti similitudini con le immagini degli attacchi dell’11 settembre.
Law and Order
Nel 1908, Louis Tomellini pubblica Metric Photography, Bertillon System, un manuale che illustra l'uso di un nuovo apparecchio per il dipartimento criminale, basato sul sistema di identificazione antropometrica ideato da Alphonse Bertillon. Il testo fornisce indicazioni sull'applicazione della fotografia metrica in medicina legale e antropologia, standardizzando le procedure per garantire identificazioni più accurate.
Insomma, operational images ante litteram.
In Florida, un video in VR (piuttosto bruttino) viene usato per dimostrare l’innocenza dell’imputato. Oppure per coinvolgere emotivamente il giudice…
(— via Filippo Rosati).
— Video dal film Predator (1987) in Death Under Computation
Anna Engelharat ci accompagna in un'indagine sulla logica coloniale della guerra russa attraverso l’opaca storia della cibernetica militare sovietica. Esaminando l'hardware e il software usato durante le invasioni russe, Death Under Computation immagina come possiamo resistere alle armi sviluppate nell'era del controllo algoritmico.
Colonie di dati
Spoilerini da AI&Conflicts: Minne Atairu, artista black multidisciplinare che da alcuni lavora con ML, dal 2022 ha iniziato a lavorare al progetto Blonde Braids. Il progetto smaschera il cortocircuito culturale dell’AI: nei foundation dataset (in questo caso LAION), le treccine bionde compaiono quasi esclusivamente su persone bianche. Così, quando gli algoritmi provano ad applicarle a volti neri, tendono a generare bionde chiome fluenti o, peggio, scalpi inspiegabilmente calvi. Un piccolo esperimento che svela un grande problema: per l’AI, la diversità esiste solo nei margini del dataset.
— Output image di Blonde Braids, Minne Atairu, 2022.
In Data Labeler Dream Transcendence, Chia Amisola trasforma il lavoro ripetitivo delle data labelers in una rivelazione divina. Un gruppo di ragazze a Makati City si trova improvvisamente a ridefinire la realtà stessa: il loro sistema di classificazione diventa un’interfaccia mistica, in cui nuvole diventano fiori e le etichette riscrivono il mondo. “Le ragazze sono il modello, il modello è il dio” – un’esplorazione sulla sovranità tecnologica e il ruolo invisibile delle donne nel computing, tra infrastrutture e poesia algoritmica. (— via Daniela Cotimbo)
Janne Schimmel è un artista, game designer e scultore che sviluppa sistemi interattivi weird un po’ swamp e un po’ biomorfa, da qualche parte tra Giger ed estetica DIY.
Pochi giorni fa (il 5 febbraio), a NXT Museum Amsterdam, ha inaugurato Still Processing, curata da Bogomir Doringer e con lavori (tra gli altri) di Balfua, Boris Ackett, Lumus Instrument, Rosa Menkman e Children of Light.
Attraverso installazioni imponenti e immersive, i visitatori sono invitati a riflettere su due temi centrali:
Il ruolo della tecnologia nella manipolazione e produzione delle immagini.
Il funzionamento del cervello nell’elaborazione di input visivi, sonori e luminosi estremamente intensi.
Segnaliamo un nuovo testo del nostro amico Silvio Lorusso (a breve vi racconteremo qualcosa della traduzione di What design can’t do in italiano, che stiamo preparando) per HOTPOT, la pubblicazione/newsletter di Parco Gallery (con cui presentiamo quasi tutti i nostri titoli nella bella Milano). Il testo si intitola Tardofuturismo – Il futuro come modo del presente, e la prima parte che ora è disponibile tratteggia i contorni della intricata e problematica relazione tra design e immaginazione del futuro.
Suoni e podcast
Nella scorsa puntata di Troublers abbiamo parlato un poco di assemblaggi e di “deep remix” per inquadrare l’IA come strumento di trasformazione, piuttosto che come tool generativo. Ecco qua allora Genre cannon di quei geniacci dei Dadabot, che visualizza esattamente questi concetti: una allegoria dei nostri tempi a suon di polka, death metal e trance, ma anche di, erba, rane fumatrici e ketchup.
Non c’è niente di meglio, per spiegare cos’è il blog Black Metal Theory, della Biografia Ufficiale: “Not black metal. Not theory. Not not black metal. Not not theory. Black metal theory. Theoretical blackening of metal. Metallic blackening of theory. Mutual blackening. Nigredo in the intoxological crucible of symposia.”
Link dal grande Swamp
Ecco il pensionato Babelico che sfida gli ultimi robot-cane di Boston Dynamics.
Di nuovo Dorbrothers: qui con un video per darvi il benvenuto in questo pazzo 2025.
Sempre in tema, un vecchio lavoro di Katsubot del 2015, “Shithead 1”, ritratto di Zuck interamente dipinto in feci su tela, e venduto a un goloso collezionista svedese.
Bello il tocco delle lucine blu.
Gatti 1: “Nato il 30 agosto 2016, [Kaspar] è cresciuto in totale isolamento in un appartamento di 80 metri quadrati.” Yawning Kaspar è il profilo del gatto che, immortalato nei suoi ruggiti di noia aggressiva, sfida l’immagine kawaii dei gattini su internet .
Gatti 2: negli anni '50, i ricercatori dell'US Air Force hanno condotto esperimenti in voli parabolici per osservare il comportamento dei gatti in condizioni di microgravità. Nonostante il disorientamento iniziale, i felini hanno mostrato la capacità di orientarsi e tentare di atterrare sulle zampe, offrendo spunti sulla loro straordinaria agilità anche in assenza di peso.
FINE.

















